Alla fine, in un modo o nell'altro, Donald Trump è riuscito a "prendersi" la Groenlandia, un pezzo strategicamente fondamentale dell'Europa.
"Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d'America hanno raggiunto un accordo con il Regno di Danimarca e con la Groenlandia che garantisce agli Stati Uniti il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre necessità in Groenlandia, affrontando completamente tutte le numerose preoccupazioni degli Stati Uniti", ha scritto il capo della Casa Bianca sul suo social network Truth. "Inoltre, d'ora in poi, nessun avversario degli Stati Uniti potrà mai avere una base in Groenlandia, una presenza militare in Groenlandia o effettuare investimenti sensibili in Groenlandia senza la nostra esplicita approvazione scritta" ha aggiunto.
Il governo danese ha confermato nella notte che la prossima settimana firmerà con gli Stati Uniti e con il governo della Groenlandia un accordo per "rafforzare la sicurezza" nell'isola artica. L'intesa sarà sottoscritta a New York in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in programma a partire da lunedì 21 settembre.
Dopo mesi di polemiche furibonde, dunque, Trump è arrivato esattamente nel punto in cui voleva arrivare: mettere al riparo la Groenlandia dalle mire di Russia e Cina, evitando conseguenze militari ed economiche potenzialmente devastanti per gli Usa (e, di riflesso, per l'Europa e l'Ue).
Quello annunciato fra Danimarca e Stati Uniti e Groenlandia che dovrebbe essere firmato la prossima settimana in concomitanza con l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è "un buon accordo, ha spiegato la premier danese Mette Frederiksen citata dai media di Copenaghen. "E' un accordo che rafforza la nostra sicurezza comune nell'Artico e nell'area del Nord Atlantico", ha detto definendolo "positivo" anche "per la Nato e l'Europa". Frederiksen ha poi ricordato come l'accordo "riconosca la sovranità e l'integrità territoriale" della Danimarca e "il diritto del popolo groenlandese all'autodeterminazione".




