Cerca
Logo
Cerca
+

Colombia, ucciso il numero 2 delle Farc

default_image

Jorge Briceño ucciso al termine di tre giorni di rastrellamenti. Aveva 62 ordini di cattura a suo carico

Roberto Amaglio
  • a
  • a
  • a

Dopo tre giorni di sanguinosa offensiva, con 27 guerriglieri uccisi, il governo colombiano può finalmente gioire per il suo target centrato: questa mattina, infatti, i militari di Bogotà hanno ufficializzato l'uccisione di Jorge Briceño, meglio conosciuto come "mono Jojoy", numero due delle Farc (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia). A dare la notizia è stato lo stesso presidente colombiano Juan Manuel Santos, che da New York ha parlato di una "notizia storica”. "L'operazione – riferisce il premier di Bogotà – si stava preparando da tempo e i dettagli sono stati definiti lo scorso fine settimana in un incontro con il ministro della Difesa e i vertici militari". Il blitz, infatti, è stato mastodontico, con oltre 30 aerei impiegati e 27 elicotteri. L'attacco all'accampamento delle Farc nella regione meridionale del Meta si è svolto prima con un bombardamento aereo e in seguito con un rastrellamento via terra, ma era da venti giorni che i due "fronti" si stavano confrontando sul campo. Oltre al numero 2 delle Farc Briceño, nei bombardamenti di queste settimane ha perso la vita anche il capo del Fronte 48 dell'organizzazione "Domingo Biojo". E il presidente Santos annuncia un ulteriore giro di vite nella lotta alla guerriglia colombiana. "Agli altri combattenti dico che ora li cercheremo. Non abbassiamo la guardia". Sorte nel 1964, le Farc sono tra le più longeve organizzazioni ribelli ancora esistenti e a esse aderivano nel 2008 circa 13.000 combattenti, molti dei quali giovanissimi. La sua roccaforte è nel sud-est del Paese. Jorge Briceno aveva 57 anni e faceva parte della cosiddetta segreteria dell'organizzazione terroristica. Dopo la morte di "Tirofijo" e di Raúl Reyes, el "Mono" aveva scalato la gerarchia delle farc fino a collocarsi al ruolo di "numero due", appena dietro il comandante "Alfonso Cano". Al leader guerrigliero, su cui gravavano 62 ordini di cattura, si riconduce anche la regia e la realizzazione del sequestro dell'ex candidata alle presidenziali Ingrid Betancourt.

Dai blog