Agli italiani si può toccare tutto, ma non la casa. Bruxelles, infatti, ha messo nel mirino gli affitti brevi e in tutto lo Stivale è scattata la protesta. La Commissione europea si prepara a intervenire sul settore nel tentativo di affrontare la crisi delle locazioni e il caro-prezzi delle abitazioni. Ma la stretta rischia di trasformarsi in un boomerang. Sul piede di guerra ci sono le piattaforme online Booking e Airbnb, i piccoli proprietari di case e i sindacati di settore.
Il provvedimento si chiama "Affordable Housing Act", la Legge sugli alloggi a prezzi accessibili, e dovrebbe essere presentato oggi in Rue de la Loi 200. La bozza, circolata nei giorni scorsi, ha già provocato una levata di scudi da parte degli operatori del settore extralberghiero e dei proprietari. La Ue, inoltre, ha avviato una consultazione pubblica. L'idea è lasciare alle autorità locali, in particolare ai sindaci, il compito di stabilire come intervenire nelle "aree soggette a stress abitativo".
Il parametro indicato è un rapporto tra il prezzo medio di acquisto di una casa e il reddito disponibile medio dei residenti pari o superiore a otto volte il reddito. Booking.com non ci sta: "La proposta rischia di andare contro questa ambizione e di creare, invece, un precedente preoccupante per il suo indebolimento". E aggiunge: "Riteniamo che non vi sia necessità di un intervento legislativo a livello europeo".
Anche Airbnb, seppur con toni più cauti, manifesta contrarietà: "La crisi abitativa in Europa richiede soluzioni strutturali e l'attuazione di questo regolamento dovrebbe puntare ad aumentare l'offerta di case". Contro la stretta interviene Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d'Italia e vicepresidente della Camera, che avverte: "La bozza sull’Affordable Housing Act stilata dalla Commissione europea rischia di trasformare il principio giuridico dell’inviolabilità della proprietà privata". Poi la difesa delle seconde case: "Le seconde case, quando vengono messe a reddito, costituiscono un’importante risorsa economica delle famiglie". E ancora: "Qualsiasi intervento al livello europeo sulla casa è da rispedire al mittente, perché pecca di superficialità rispetto a un’emergenza che necessita di altre risposte. E non può certo ricadere sui proprietari delle seconde case". Il mattone… l’oro dei giorni nostri.