Libero logo

Mafia: ex pm Agueci, 'credo ancora nella pista neofascista, continuare indagini' (3)

di AdnKronosdomenica 5 gennaio 2020
Mafia: ex pm Agueci, 'credo ancora nella pista neofascista, continuare indagini' (3)

2' di lettura

(Adnkronos) - "Giovanni Falcone aveva chiara la possibilità di collaborazione tra la mafia e soggetti esterni. Quando il giudice parla di 'menti raffinatissime' non parla certo dei corleonesi - dice ancora l'ex magistrato, oggi in pensione - Ed emerge anche dalla sua audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia". Agueci si chiede che "questa obiezione di carattere logico abbia argomenti concreti" e se "alla prova di fatto, è una obiezione che ha ancora senso". "Insomma, è ancora insuperabile o si può superare? Secondo me non è cosi ferreo il dogma della mafia che non accetta collaborazioni 'esterne'". "Senza fare dietrologia - dice Agueci - basta valutare gli elementi di conoscenza obiettiva che sono molto chiari. Tutti sanno che Mattarella stava per assumere ruolo di responsabilità di primo piano a livello nazionale e questo non era gradito a tanti. Si trattava di riprendere in mano un progetto di Aldo Moro che si era interrotto proprio con la morte violenta dello statista democristiano. Quindi, se parliamo di ipotesi ve ne sono altrettanto valide in entrambe le direzioni, per cui rimangono i dati di fatto". E il magistrato ricorda "il riconoscimento equamente chiaro di Giusva Fioravanti da parte della signora Chiazzese, accompagnato da molti altri elementi di prova emersi nel corso del processo". Insomma, Agueci sottolinea che "se c'è la possibilità di fare degli accertamenti che all'epoca non furono fatti, si facciano". Perché la ricerca della verità "non si deve mai fermare". Giusto ieri, in una intervista al Dubbio, Valerio Fioravanti ha ricordato come "Giovanni Falcone non credeva alla mia colpevolezza, egli stesso mi disse che aveva dovuto procedere ugualmente nei miei confronti per via delle pressioni che ricevette". 'Qualche giorno dopo la trasmissione tv - racconta sempre Fioravanti a Il Dubbio - Falcone viene da me al carcere di Rebibbia dove ero recluso, fa uscire la sua scorta e i collaboratori dalla stanza, e dopo avermi chiesto se avevo bisogno di un avvocato mi dice "Lei ha visto la televisione? Capisce che se io non procedo divento anche io un sodale della P2?' Questa è la spiegazione data per cui Falcone ha dovuto fare il mandato di cattura nei miei confronti".