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Como in Champions? "Regole non rispettate": corsa contro il tempo

lunedì 25 maggio 2026
Como in Champions? "Regole non rispettate": corsa contro il tempo

2' di lettura

Dopo la storica qualificazione in Champions League, a Como è iniziata la corsa contro il tempo per soddisfare tutti i parametri previsti dalla Uefa in modo da poter disputare le partite della massima competizione europea nel proprio stadio, oltre che per evitare penalizzazioni legate al numero di giocatori in rosa.

Per ospitare la Champions, serve uno stadio di Categoria 4 Uefa. Il Sinigaglia, al momento, non rientra in questa categoria, ma la società è già al lavoro per rientrarci entro l'inizio della prossima stagione. La problematica principale non riguarda i posti a sedere, che sono 12mila, (il requisito minimo per la CL è fissato a 8mila) ma le tribune metalliche/tubolari che non sono ammesse dalla Uefa. I lavori per sostituirle sono già iniziati e proseguiranno per tutta l'estate. 

Ma le tribune non rappresentano l'unico ostacolo. Saranno necessari interventi anche su postazioni media, aree hospitality, illuminazione per l'alta definizione televisiva, tornelli e zone di sicurezza per il filtraggio dei tifosi ospiti. Nel caso in cui i lavori non dovessero terminare in tempo, il Como ha indicato il Mapei Stadium di Regio Emilia per disputare le partite casalinghe della massima competizione europea. Tuttavia, il club impiegherà ogni sforzo per evitare di doversi spostare.

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Oltre a quelli relativi allo stadio, ci sono altri parametri che i lariani dovranno rispettare. Con l'accesso alla Champions League, la società entra automaticamente sotto il monitoraggio del Club Financial Control Body della Uefa, che stabilisce le norme sulla sostenibilità finanziaria. La Uefa impone che la somma di stipendi lordi di calciatori e allenatori, ammortamenti dei cartellini dei giocatori e commissioni agli agenti, non può superare il 70% dei ricavi totali del club come i ricavi commerciali, diritti TV, biglietteria e plusvalenze.

Al momento, i ricavi del club sono ancora bassi rispetto agli investimenti di squadra, staff e infrastrutture, perciò il Como potrebbe firmare un Settlement Agreement con la Uefa, ovvero un piano pluriennale (3-4 anni) per equilibrare i conti con target di riduzione delle perdite e controllo dei costi. 

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Infine, la rosa. La lista A prevista in Champions può contenere al massimo 25 giocatori ma non si possono iscrivere più di 17 giocatori "liberi", cioè senza vincoli di provenienza o nazionalità, inclusi gli stranieri. I restanti 8 posti della lista sono riservati esclusivamente ai giocatori formati localmente e sono divisi in due categorie da 4: calciatori di qualsiasi nazionalità che, tra i 15 e i 21 anni, sono stati tesserati con il Como per almeno 3 stagioni intere o 36 mesi e calciatori che, tra i 15 e i 21 anni, hanno militato per 3 anni in qualsiasi altro club italiano. 

Per evitare di giocare in Champions League con un rosa formata da massimo 21 o 22 giocatori, invece che 25, il Como dovrà rispettare questi parametri, cosa nella stagione appena conclusa non stava succedendo.