(Adnkronos) - Le emissioni di Pm 10 non si fermano davanti ai confini amministrativi. È quindi importante applicare provvedimenti antismog uniformi per l’intera regione, anziché ordinanze a macchia di leopardo che si sono dimostrate inefficaci. Perciò chiediamo di estendere le norme dell’accordo del bacino padano che riguardano solo alcuni agglomerati (Venezia, Padova, Verona e Vicenza) e altri Comuni sparsi, a tutti i Comuni del Veneto, avvertono i dem. L’efficienza energetica è una priorità, da un punto di vista ambientale ed economico. Le case dei veneti producono oltre 60% delle polveri sottili che avvelenano l’aria; è indispensabile agire, a partire dagli alloggi Erp, per perseguire gli obiettivi nazionali ed europei di risparmio energetico e di ecosostenibilità. Abbiamo un patrimonio residenziale vecchio, il 45% è stato costruito prima degli anni Ottanta e durante il doppio mandato Zaia non sono stati fatti investimenti. Chiediamo un impegno consistente, almeno 20 milioni annui per l’efficienza energetica in edilizia, spiega il Pd. "Per ridurre le emissioni inquinanti in ambito domestico proponiamo di rottamare le vecchie stufe, sostituendole con apparecchi a bassa emissione e ad alta efficienza energetica con filtri antiparticolato, con un contributo di 5 milioni. Non è una questione di mancanza di risorse, ma di scelte politiche prioritarie. Zaia ha trovato senza batter ciglio 300 milioni per realizzare la Superstrada Pedemontana Veneta, per queste misure ne servono molti meno. Non c’è solo la leva del bilancio regionale, in questi giorni si discute di come destinare gli utili di Cav. Noi proponiamo che vengano impiegati anche per il finanziamento di infrastrutture di trasporto pubblico, come ha fatto la società Autostrada del Brennero, per migliorare la rete ferroviaria. Non abbiamo bisogno di far circolare le auto gratis, ma che vengano utilizzati di più i mezzi pubblici”, sottolinea il Pd del Veneto.



