(Adnkronos Salute) - I numeri del problema sono allarmanti, insistono gli specialisti dell'Irccs pavese, specie considerando che l'Italia ha la percentuale di over 80 più alta d'Europa (il 5,8% della popolazione secondo il censimento 2011), e che gli over 65 sono passati dal 19% al 21,1% dal 2003 al 2013 (dati Istat). Inoltre, stando al V Rapporto nazionale Filo d'Argento dell'Auser, il 30% degli ultra 65enni italiani vive solo. Il record spetta alle donne (37,5% contro il 14,5% degli uomini) e in 5 regioni (Valle d'Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Liguria e Sicilia) la quota di anziane 'single' supera il 40%. La solitudine si fa sentire soprattutto nelle grandi città del Nord, dove la disgregazione delle reti parentali e amicali produce effetti più evidenti. Per prevenire la malnutrizione, conclude Caccialanza, serve "una maggiore collaborazione tra specialisti e medici di famiglia": questi ultimi devono "pesare gli anziani, monitorarne l'andamento ponderale nel tempo, valutare a ogni visita se ci sono segni iniziali di alimentazione difficoltosa. Chi può farlo è solo il medico di famiglia, che quando è necessario deve inviare il paziente tempestivamente agli specialisti".



