(Adnkronos) - L'articolato sistema fraudolento attuato dal gruppo operante nel settore ippico, era imperniato sulla creazione di una serie di società - dislocate su tutto il territorio nazionale - utilizzate come 'schermo' per non fare apparire, nella procedura di assegnazione dei fondi pubblici, quei soggetti giuridici che nel tempo avevano accumulato cospicui debiti nei confronti dell'Erario. Con l'ausilio di questo meccanismo le società, riconducibili alle stesse persone denunciate, hanno gestito gli ippodromi più importanti del Paese per quasi un quinquennio nonostante la situazione di grave dissesto finanziario. Le somme indebitamente percepite sono state solo in minima parte utilizzate per la gestione degli ippodromi e lo sviluppo dell'attività ippica.




