Roma, 10 mar. (Adnkronos) - Sono 500 i casi di morte violenta dal 1970 ad oggi. Si calcola che circa diecimila bambini abbiano subito gravi lesioni o danni permanenti, sempre negli ultimi 40 anni, causati da madri e padri. "Urgono misure anti-infanticidio", afferma Ettore Gassani, presidente dell'Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani. "Le statistiche - spiega il matrimonialista in una nota - si concentrano troppo sulle morti degli adulti (specie delle donne) e troppo poco della mattanza dei bambini ad opera dei loro genitori. Non è vero che quando la coppia scoppia, la violenza e la furia omicida si proiettano soltanto nei confronti del coniuge o del convivente. Molto spesso il bersaglio sono i figli, che vengono uccisi per vendetta da chi non regge lo sconforto di essere stato lasciato dal partner". "Il massacro avvenuto a Lecco, che ha visto una madre di origine albanese uccidere a coltellate le tre figlie, ripropone in tutta la sua drammaticità l'infanticidio, un fenomeno ancora più agghiacciante del femminicidio - prosegue l'avvocato - Purtroppo, bisogna ammetterlo, la gran parte degli infanticidi è consumata dalle madri, come è certificato da uno studio di Vincenzo Mastronardi, docente di psichiatria presso l'università La Sapienza di Roma". (segue)



