Roma, 10 mar. (Adnkronos) -Più tecnici e più mezzi per la tutela, e mai meno tutela. A pensarla così sono tra gli altri Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, Alberto Asor Rosa, presidente Rete dei Comitati per la difesa del territorio e Salvatore Settis che, insieme ad un gruppo di firmatari, replicano all'articolo apparso ieri su 'la Repubblica' di Giovanni Valentini intitolato 'I no delle Soprintendenze che rovinano i tesori d'Italia'."Pompei, Volterra, le mura aureliane crollano - scrivono i firmatari dell'appello- perché, mancando tecnici e fondi, non c'è sufficiente tutela, non perché ve ne sia troppa". "Siamo rimasti stupefatti nel leggere ieri, su 'Repubblica', in prima pagina -continuano- un titolo come 'I no delle Soprintendenze che rovinano i tesori d'Italia' e all'interno, nell'articolo, l'intera antologia degli stereotipi più logori, disinformati e disinformanti contro gli organi di tutela: un inverosimile attacco alle ragioni stesse della tutela del patrimonio". "Esercitando la 'paralisi della conservazione', la 'burocrazia' delle Soprintendenze - sottolineano i firmatari dell'appello- sarebbe quindi, secondo l'articolista, responsabile di 'congelare la modernizzazione e paralizzare l'aspetto urbanistico delle città'. Insomma, 'per dirla con Matteo Renzi, incatenare il Belpaese'. Adesso abbiamo capito meglio il senso di questo siluro a sorpresa. Più volte il presidente del Consiglio -si legge nella nota- ha attaccato soprintendenti 'che nessuno ha eletto' come chi attaccava i magistrati anch'essi non eletti da nessuno".



