(Adnkronos) - La contrazione in atto, secondo Monti, "è da ascrivere a due fenomeni paralleli: da un lato, l'instabilità della sponda sud del Mediterraneo che ha comunque penalizzato gli itinerari, riducendo il numero dei porti di scalo disponibili e sicuri; dall'altro la ricerca continua da parte delle grandi compagnie di nuovi mercati in cui affermare il prodotto crociere. Ciò ha provocato lo spostamento di grandi navi in aree di mercato sino ad oggi quasi inesplorate, incluse quelle dell'Asia e dell'Africa". Ma il futuro, conclude il presidente del porto di Civitavecchia, nonché di Assoporti, "riserva comunque indicazioni positive. Da ciò discende per i porti di Roma la necessità di imprimere un'ulteriore accelerazione sia ai lavori in corso a Civitavecchia, che procedono nel perfetto rispetto dei tempi e che sono indispensabili per assicurare alla domanda crocieristica un'offerta di servizi sempre più efficiente; sia al nascente scalo crocieristico di Fiumicino".



