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Cosenza: condannato il fidanzatino di Fabiana, l'omicidio a maggio 2013/Scheda

domenica 16 marzo 2014
Cosenza: condannato il fidanzatino di Fabiana, l'omicidio a maggio 2013/Scheda

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Catanzaro, 11 mar. (Adnkronos) - Uccisa e poi bruciata dal fidanzatino diciassettenne. E' stato condannato a 22 anni di reclusione Davide Morrone, l'omicida di Fabiana Luzzi, la 16enne accoltellata e bruciata viva a Corigliano Calabro (Cosenza) il 26 maggio dello scorso anno. Il ragazzo, studente dell'istituto tecnico, era andato a prenderla a scuola quel venerdì. I due si erano incontrati davanti a Ragioneria, l'istituto frequentato dalla ragazza. Era nata una lite, per gelosia: il loro rapporto era in crisi e i due si lanciavano reciproche accuse in quegli ultimi tempi. Si trovavano in un luogo isolato, una stradina vicino al vecchio mattatoio, quando l'allora 17enne l'accoltellò per poi cospargerla di benzina e darle fuoco mentre la 16enne era ancora viva. Il giallo durò poche ore. In un primo tempo si era pensato a un ritardo o che Fabiana si fosse allontanata volontariamente di casa, come già era avvenuto una volta in passato. Ma gli investigatori ci misero poco a trovare il corpo della ragazzina e a collegare all'omicidio il fidanzatino Davide, che si era fatto medicare alcune ustioni in ospedale proprio quel 26 maggio. Secondo il racconto fatto dall'omicida subito dopo il fermo, Fabiana Luzzi aveva tentato di reagire prima di essere data alle fiamme: per stessa ammissione di Morrone, insomma, la ragazzina era ancora viva quando e' stata cosparsa di benzina. Dopo essere stato fermato, in particolare, Morrone spiegò ai carabinieri di averle inferto numerose coltellate, anche all'addome, e di essersi poi allontanato, tornando dopo un paio d'ore con una tanica di benzina. Secondo il suo racconto, la ragazzina si era accorta di quanto stava per accadere e, dopo avergli urlato contro, aveva tentato di evitare che la cospargesse di liquido infiammabile. Fabiana però aveva già perso molto sangue e non ebbe la forza per respingere il suo aggressore.