Bari, 11 mar. (Adnkronos) - Sono una decina le persone ascoltate finora dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Bari e del locale Commissariato nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Pietro Capone, 49 anni, ucciso ieri sera a Gravina in Puglia con due colpi di pistola alla nuca in via Pisa, nei pressi della sua abitazione. L'uomo era noto in citta' per le numerose denunce presentate negli ultimi 15 anni e le battaglie legali condotte soprattutto in riferimento a problematiche amministrative e in particolare nei settori dell'urbanistica e dell'edilizia della cittadina murgiana: abusi edilizi, lottizzazioni ecc. Capone era laureato in giurisprudenza ma non esercitava la professione di avvocato, in quanto proprietario di terreni e case. Gli inquirenti hanno ascoltato alcuni familiari, alcuni conoscenti che frequentava piu' spesso ma anche persone che potrebbero essere state coinvolte dalle denunce presentate dalla vittima. Non si esclude alcuna pista, neanche quella di natura privata ma, ovviamente, viene privilegiata allo stato attuale quella di una ritorsione da parte di chi potrebbe essersi sentito danneggiato da Capone e aver organizzato una vendetta. I poliziotti stanno esaminando anche le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona. L'abitazione si trova alle spalle di un cinema. Al momento non ci sono indagati. Capone, che era scapolo, non manteneva buoni rapporti con alcuni dei suoi numerosi fratelli per una questione di eredita'. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Anna Maria Tosto e dal pm Fabio Buquicchio.



