Libero logo

Sicilia: Formica (Lista Musumeci), riforma province pagina buia storia dell'Ars

domenica 16 marzo 2014
Sicilia: Formica (Lista Musumeci), riforma province pagina buia storia dell'Ars

2' di lettura

Palermo, 11 mar.- (Adnkronos) - “Con l’approvazione della cosiddetta legge di riforma delle Province, si è consumata una delle pagine più buie della storia del Parlamento siciliano. Dopo una gestazione di quasi nove mesi e con continue “minacce di aborto”, si è assistito prima in commissione, dove non solo non si è tenuto conto delle audizioni di valenti docenti di diritto costituzionale, tutti contrari ai vari disegni di legge di volta in volta presentati laddove non prevedevano il voto diretto e popolare, ma addirittura si è assistito al paradosso di un Presidente di commissione (di maggioranza) che incardina una sua proposta ed il governo che presenta emendamenti per stravolgerla e, successivamente, li ritira sostenendo tutto ed il contrario di tutto “pur di arrivare in Aula”". Cosi' il capogruppo di Lista Musumeci al'Ars, Santi Formica nel suo intervento in aula. "Il successivo percorso d’Aula poi è un festival di contraddizioni, dove emerge con chiarezza l’unico intento del presidente Crocetta, e cioè approvare una legge qualsiasi pur di poter dichiarare da “Giletti”: “ho fatto la riforma”. - dice - E mentre i Siciliani stanno morendo di fame, la Sanità è commissariata da oltre un anno, i fondi europei non si spendono, i lavoratori della formazione da oltre un anno non percepiscono stipendi, i Forestali sono senza risorse, un governo incapace di qualsiasi provvedimento per le centinaia di migliaia di disoccupati e per i giovani disperatamente costretti ad emigrare, la maggioranza ed il presidente Crocetta si sono baloccati ad approvare una norma che moltiplicherà i costi, lascerà senza servizi i cittadini, farà fallire tutti i Comuni". "Tutto questo solo ed esclusivamente per impedire ai cittadini di votare, si impone lo sfascio per potere nominare, senza l’intralcio del voto popolare, i trombati o, nella migliore delle ipotesi, consentire la contrattazione, il ricatto ed il baratto tra sindaci per la nomina dei presidenti dei nuovi enti - dice - Avevamo proposto di diminuire i costi, quasi azzerandoli, in ossequio alla “spending review”, lasciando però intatto il principio della democrazia, ma proprio su questo ci siamo scontrati contro un muro, in pratica erano disposti a tutto e a cambiare tutto ad una sola condizione: l’eliminazione del voto popolare. I cittadini tutto questo lo devono sapere, così come devono sapere che comunque alla fine per le ragioni che ho esposto, si è approvata una scatola vuota che rimanda ad una successiva nuova legge ( e siamo alla terza edizione) per dare contenuti e sostanza ai propositi solo annunciati in questa legge".