Firenze, 12 mar. - (Adnkronos) - "Il trasferimento anticipato della centrale operativa del 118 da Prato a Firenze è stato dettato da motivi di sicurezza, viste alcune criticità della struttura, in particolare la mancanza di un sistema di geolocalizzazione, che impedisce di seguire i percorsi, un sistema cartografico carente, l'incertezza nelle stime dei tempi di arrivo, con evidenti difficoltà nella gestione dei mezzi di soccorso". Lo ha dichiarato l'assessore alla salute della Regione Toscana, Luigi Marroni, rispondendo ad un'interrogazione dei consiglieri regionali Gianfranco Venturi, Aldo Morelli, Fabrizio Mattei (Pd). Secondo l'assessore con il trasferimento dell'ospedale di Prato nella nuova sede, la situazione si è aggravata, al punto che si sono registrati black out del sistema in almeno tre occasioni. La scelta di trasferire la sede a Firenze e non a Pistoia, poi, è stata decisa tenendo conto del fatto che un trasferimento a Pistoia avrebbe comportato un raddoppio dell'attività per quella sede, mentre il trasferimento su Firenze determina un aumento di attività di circa il 20%, con la possibilitè di una gestione migliore delle fasce di confine, che rappresentano sempre un elemento di criticità, e dell'attività di elisoccorso. "Era in gioco la sicurezza dei cittadini - ha concluso Marroni - Nulla è cambiato sul territorio in termini operativi. La decisione deve considerarsi temporanea, in attesa del piano complessivo di riordino". "Non sono soddisfatto della risposta" ha replicato Gianfranco Venturi, che ha letto un articolo di stampa del gennaio 2014. "Il trasferimento non è una questione di emergenza - ha aggiunto - C'è un'impostazione non condivisibile, definita da tempo, che vede creare da un lato l'area Firenze-Prato, con un milione di persone, dall'altro l'area Pistoia-Empoli con 500 mila abitanti. Molto meglio dar vita a due aree di 7.800 mila abitanti".



