(Adnkronos) - "Nel 97% dei casi i braccianti devono acquistare per proprio conto i presidi di sicurezza, che non vengono forniti dai datori di lavoro. E' del tutto evidente che un piccolo comune come quello di San Ferdinando non ha la possibilità di gestire una struttura d'accoglienza di quelle dimensioni" commenta il Medu, che aggiunge: "sembra dunque mancare del tutto nella Piana di Gioia Tauro, una visibile volontà politica nell'affrontare una delle questioni dell'immigrazione più drammatiche, e anche più vergognose, per il nostro Paese". "Una questione che esige delle risposte concrete e coerenti da parte delle istituzioni ed in particolare, in un territorio con problemi sociali, economici e di legalità così profondi, dal governo e dalla Regione Calabria. A questa sconcertante noncuranza risponde, nella misura delle sue forze, la società civile della Piana con progetti e iniziative che dimostrano come sia possibile sviluppare validi percorsi di accoglienza e integrazione anche con risorse limitate. Nel borgo di Drosi un gruppo di cittadini associati nella Caritas locale, ha avviato dal 2010 un progetto che permette di accogliere ogni stagione circa 100 lavoratori immigrati in abitazioni sfitte del paese tramite il pagamento di un canone minimo" conclude Medici per i diritti umani.



