(Adnkronos) - Il film documentario testimonia la battaglia delle donne Miskito per la conquista dei propri diritti, ma anche la lotta quotidiana di chi ancora crede che preservare l'equilibrio tra l'uomo e la natura sia l'unico modo per costruire il futuro. Il ritratto di un popolo che lotta tenacemente per la propria sopravvivenza. 'Wangki. Il silenzio delle sirene', dove la seconda parte del titolo cita l'omonimo scritto di Franz Kafka, per il quale "...le sirene hanno un'arma ancora più terribile del loro canto, il silenzio", è il progetto che rappresenta l'esordio alla regia di due promettenti autori, Joana De Freitas Ginori e Matteo Vieille Rivara, alle prese con una sfida non facile: indagare una società remota nello spazio e nella nostra percezione di tempo, i cui ritmi, la fusione con la natura, la ricerca della saggezza sintetizzano alla perfezione il concetto di 'cosmovisone indigena'. Il doc è stato prodotto da Maiora Film e realizzato con la collaborazione e il supporto fondamentale del Fimi (International Indigenous Women's Forum) e dell'Associazione Wangki Tangni. (segue)



