Napoli, 16 mar. - (Adnkronos) - Arresti, sequestri, controlli su fondi agricoli e discariche tombate, accertamenti su falde acquifere e prodotti ortofrutticoli. E' a 360 gradi l'azione di contrasto posta in essere dal Corpo Forestale dello Stato nella Terra dei fuochi, l'area tra le province di Napoli e Caserta colpita dal fenomeno dello sversamento e del rogo di rifiuti tossici. Secondo i dati di Legambiente, in ventidue anni sono stati smaltiti nella cosiddetta Terra dei Fuochi oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Più di 410mila camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del Napoletano e nelle discariche abusive del Casertano. Dal gennaio 2012 all'agosto 2013 sono stati, inoltre, censiti ben 6.034 roghi di rifiuti e negli ultimi 5 anni si sono concentrati 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali, pari al 29,2% del totale nazionale e oltre mille sequestri, il 10% di quelli effettuati in tutta Italia. Già dal giugno 2004 l'attività del Corpo Forestale, con l'operazione 'Terra mia', ha portato alla scoperta del 'triangolo dei veleni' tra Acerra, Nola e Marigliano, tra la prrovincia meridionale di Caserta e quella settentrionale di Napoli, un territorio vessato da numerosi sversamenti di rifiuti derivanti dalla lavorazione dei metalli. L'inchiesta portò all'arresto di 16 persone e al sequestro di 26 siti inquinati. (segue)



