(Adnkronos) - Il fenomeno esplode in tutta la sua gravità alla fine del 2012. Da allora, il Corpo Forestale è intervenuto in azioni di contrasto che hanno riguardato essenzialmente i roghi di rifiuti tossici, le discariche abusive tombate o a cielo aperto e l'inquinamento delle falde acquifere. I comandi provinciali di Napoli e Caserta, in diverse operazioni, hanno posto sotto sequestro 75 ettari di terreni contaminati, di cui 58 destinati a colture agricole, e i restanti interessati da altre attività commerciali come autolavaggi, impianti non autorizzati e discariche. In 21 pozzi irrigui posti sotto sequestro, sono stati rinvenuti elementi chimici superiori alla soglia di concentrazione prevista dal Codice dell'Ambiente. Al loro intero erano presenti, in concentrazioni differenti, arsenico, solfati, fluoruri, manganese, alluminio, triclorometano, tetracloroetilene e toluene: elementi presumibilmente collegati al percolato prodotto dai rifiuti seppelliti in discariche interrate. Prendendo in considerazione il periodo tra il 2007 e il 2013, nella Terra dei fuochi il Corpo Forestale ha accertato 264 illeciti amministrativi con 259 persone sanzionate e un importo contestato pari a 643.907,38 euro. I reati accertati nello stesso periodo sono stati 797, con 503 persone denunciate, 8 arresti e 438 sequestri. Nel 2013 le comunicazioni di notizie di reato hanno riguardato per il 47% discariche, per il 30% fondi agricoli, per il 14% roghi, per il 5% impianti e auto e per il 4% discariche tombate. (segue)



