(Adnkronos) - "Il dato che emerge è sorprendente - commenta la presidente della Fondazione per l'osteoporosi Piemonte Claudia Matta - soprattutto perché rivela con certezza che molte donne non sono consapevoli di essere a rischio. La sensibilizzazione sulla malattia è quindi fondamentale. È questa la mission della nostra Fondazione: fare informazione per richiamare l'attenzione sulla malattia e stimolare la prevenzione precoce. L'osteoporosi ha infatti un'enorme rilevanza sociale ed economica, perché comporta un alto rischio di fratture che, tra gli anziani, sono tra le maggiori cause di mortalità. Inoltre, il 50% delle persone con frattura di femore subisce una forte riduzione della propria autosufficienza e, in circa il 20% dei casi, richiede un'ospedalizzazione a lungo termine, con oneri economici per il sistema sanitario. E non sono solo le donne a esserne colpite". "Lo studio effettuato con la tecnica Dxa, considerata il gold standard nella diagnosi dell'osteoporosi - ha aggiunto il coordinatore della ricerca Giancarlo Isaia, direttore della Struttura Complessa Geriatria e Malattie metaboliche dell'osso della Città della Salute e della Scienza di Torino - rappresenta il primo approccio al problema della prevalenza della malattia in Italia: in precedenza i dati disponibili erano stati ricavati da indagini eseguite con tecnica ultrasonografica che presenta non secondari problemi tecnici di esecuzione. Lo studio - ha proseguito - ha anche consentito di validare un nostro precedente lavoro relativamente ai criteri in base ai quali prescrivere la densitometria ossea con un più favorevole rapporto costi/benefici, considerando che non è assolutamente razionale prescrivere l'esame indiscriminatamente a tutte le donne in menopausa". "In generale - ha concluso Isaia - il problema dell'osteoporosi è in Italia ampiamente sottovalutato e di conseguenza, pur potendo disporre di farmaci estremamente efficaci nel prevenirne le conseguenze fratturative, molti pazienti non hanno accesso ai trattamenti. La conseguenza è di constatare la presenza di numerose fratture, soprattutto di femore e di vertebre, che avrebbero potuto essere prevenute in presenza di una seria e diffusa campagna di prevenzione. L'auspicio e' che i risultati ottenuti dalla ricerca possano contribuire ad una più efficace sensibilizzazione al problema".



