(Adnkronos) - "Qui non esiste la criminalità organizzata e strutturata", come la mafia o camorra, spiega il capo della squadra mobile di Nuoro, Fabrizio Mustaro, che sta conducendo le indagini su incarico del pm Nicola Giua Marassi. Evidente che c'è qualcuno che le autobombe le sa fare "e sta 'vendendo' il suo brevetto e la sua opera, certamente un sistema più comodo e sicuro di fare il killer che non da dietro un muretto a secco". La tecnica potrebbe essere stata appresa in carcere con scambio di know how tra criminali "ma anche da qualcuno che si industria e ci sa fare con esplosivo, motori ed elettricità", spiega il dirigente della polizia nuorese. Aresu stava scontando una pena definitiva ai domiciliari in casa dell'anziana madre per reati legati alla sua attività di commerciante d'auto e aveva un permesso di tre ore, dalle 10.30 alle 13.30 per poter andare a lavorare. Chiaramente i suoi movimenti e i suoi orari erano ben noti ai killer, che hanno avuto tutto il tempo di sistemare la bomba nel vano motore della Clio bianca, allontanarsi, e attendere al sicuro che Aresu alle 10.30 inserisse la chiave nell'auto. I poliziotti della scientifica nuorese hanno lavorato a lungo per raccogliere tutti gli indizi possibili, come ad esempio il tipo di esplosivo usato, e utili alle indagini attorno ai rottami della Clio sbriciolata dall'esplosione. Gli uomini della squadra mobile hanno sentito diverse persone e stanno passando al setaccio gli ultimi passaggi della vita di Aresu soprattutto quelli legati alla sua attività di commerciante di auto. Sulle indagini il capo della mobile Mustaro mantiene il più stretto riserbo. I funerali della vittima dovrebbero essere celebrati domani.



