(Adnkronos) - Quello italiano si conferma un cinema fatto di piccole e piccolissime produzioni, con alcune produzioni medie e pochissime grandi produzioni che rappresentano una vera eccezione. Se per una piccola casa produttrice anche il fallimento di un prodotto di medio budget può essere un colpo da cui risulta difficile rialzarsi, non mancano i casi di piccoli film che a fronte di costi decisamente bassi garantiscono, spesso inaspettatamente, guadagni soddisfacenti. Nel 2013 le prime 3 case di distribuzione (Warner Bros Italia, Universal e Medusa) hanno raccolto quasi la metà degli incassi totali della stagione. Nel 2013 si contano nel nostro Paese 1.063 cinema, per un totale di 3.256 schermi. Il mercato cinematografico nazionale, caratterizzato da tempo da scarsa salute, a dispetto di sporadiche ed isolate buone stagioni, fa registrare nel 2013 risultati non entusiasmanti, ma pur sempre più positivi rispetto al 2012. Sia gli incassi sia le presenze in sala fanno segnare una crescita rispetto all'anno precedente: rispettivamente 618.353.030 euro (+1,4% rispetto ai 609.531.588 del 2012) e 97.380.572 presenze (+6,5% rispetto ai 91.388.569 del 2012). L'andamento, pur altalenante, degli ultimi anni testimonia in ogni caso una generale disaffezione degli italiani nei confronti del cinema, almeno per quanto riguarda la fruizione in sala. Relativamente ai soli film italiani gli incassi hanno raggiunto 182.622.229 euro e le presenze sono state 29.243.720. La quota di mercato del cinema italiano ha raggiunto il 29,5%, in aumento rispetto al disastroso 23,9% del 2012. Anche per le presenze si registra una crescita: dal 25,2% al 30%. Il primato rimane come sempre ai film statunitensi, col 53,7% degli incassi. (segue)



