Catania, 6 mar. (Adnkronos)- Circa 200 carabinieri in azione, 26 arresti, 17 erano già in carcere, per un totale di 33 indagati. Questi alcuni numeri dell'operazione 'Camaleonte' che ha di fatto smantellato una piazza di spaccio di Catania, con un giro d'affari annuo a nove zeri, interamente gestita da un nucleo familiare: mamma, papà e figlio. L'organizzazione era ben strutturata ed ognuno aveva il proprio ruolo: pusher, intermediario con il cliente e custode della droga. Così come spiega il pm Sincero, titolare dell'inchiesta: la 'società di famiglia' avrebbe smerciato marijuana e cocaina con 'fatturati', secondo i calcoli degli inquirenti, di 15mila euro al giorno. La droga veniva nascosta e smerciata direttamente al cliente che l'acquistava 'velocemente' direttamente in macchina: in un colpo scambio del contante e consegna della marijuana. Succedeva anche che lo spacciatore vendesse la droga addirittura incappucciato, nella piena accettazione di passanti e residenti. "Le immagini - ha detto il comandante dei carabinieri Alessandro Casarsa- mostrano scene inquietanti: la madre mentre ha in braccio il bimbo consegna la dose al pusher. Tutto avviene davanti agli occhi di un innocente, che è poi anche il figlio della donna 'manager della droga'. Non si può - ha concluso- da una parte crescere un figlio e dall'altra spacciare, oltre che illegale è anche immorale".



