Palermo, 17 mar. - (Adnkronos) - LOrdinario Militare per lItalia, lArcivescovo Santo Marcianò, ha reso omaggio alle vittime della mafia nel Giardino della Memoria di via Ciaculli a Palermo. Lalto prelato, che ha accettato linvito che gli è stato rivolto dal Gruppo siciliano dellUnione nazionale cronisti italiani e dall'Associazione magistrati, oggi si è recato nel sito confiscato alla mafia e gestito da Unci e Anm. Larcivescovo Marcianò, a Palermo ha partecipato ad una serie di eventi organizzati dallEsercito, compresa la messa interforze in Cattedrale assieme al cardinale Paolo Romeo, è stato accompagnato dal generale Arena, vice-comandante della Regione Militare Sud. Ad accogliere larcivescovo sono stati il presidente dellUnci Sicilia, Leone Zingales, ed il sostituto procuratore Carlo Marzella, componente della Giunta distrettuale di Palermo dellassociazione nazionale magistrati. Sono intervenuti, tra gli altri, il vice-prefetto Eleonora Di Giovanni-Giarrusso, l'assessore del Comune di Palermo, Tullio Giuffrè, il comandante provinciale dellArma dei carabinieri, colonnello Pierangelo Iannotti, ed il cappellano del presidio militare regionale, don Giuseppe Terranova. "E' un luogo che bisogna fare conoscere alle giovani generazioni - ha detto l'arcivescovo Santo Marcianò, che, tra l'altro, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti -. La memoria è necessaria, tanto più quando si tratta di ricordare veri e propri capisaldi della lotta alla criminalità organizzata. In questo luogo ho letto nomi che hanno fatto davvero la storia della lotta alla mafia. Uomini che hanno sacrificato la propria vita per il nostro Paese. Oggi cronisti e magistrati mi hanno regalato una emozione unica. Quello che si sta compiendo qui a Ciaculli è davvero straordinario". "Nel Giardino della Memoria - ha ricordato Zingales - oggi è stato compiuto un altro passo del lungo percorso di legalità che ci vede impegnati da un decennio assieme ai magistrati. Noi andiamo avanti su questa strada. Indietro non si torna". L'arcivescovo Marcianò si è soffermato, in particolare, davanti agli alberi che ricordano il giudice Giovanni Falcone ed il giornalista Giuseppe Alfano. Un momento di preghiera, e la benedizione del sito, hanno avuto luogo, infine, davanti all'albero che ricorda la strage di Ciaculli del 30 giugno 1963 dove furono uccisi due soldati, un poliziotto e quattro carabinieri.



