Roma, 17 mar. - (Adnkronos) - Con la femmina di orso bruno marsicano morta il 15 marzo nel territorio del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, sale ad almeno 5 il numero di questi animali deceduti negli ultimi 12 mesi. A fronte di questi dati, il Wwf lancia l'allarme estinzione per l'ultima e unica popolazione al mondo di orso bruno marsicano, e chiede con forza l'impegno delle istituzioni, ministero dell'Ambiente e Regioni per primi, perché mettano in campo azioni immediate e decise per scongiurare il rischio. "Se le analisi accerteranno che ancora una volta è il veleno la causa dell'ultimo decesso servirà una forte azione repressiva, cosa che aspettiamo dalla morte dell'orso Bernardo", dichiara Dante Caserta, presidente Wwf Italia. E se gli accertamenti dovessero rilevare una patologia infettiva, "anche in questo caso serve una radicale svolta nel modo di gestire quel territorio e le attività umane che vi si praticano, dove una zootecnia sempre più incontrollata ha bisogno di nuove regole più stringenti", aggiunge Caserta. "Serve un'azione decisa, puntuale - continua Caserta - che faccia luce su tutto questo e ci aspettiamo che chi è delegato a ciò sappia dare risposte precise". Per salvare l'orso bruno marsicano è necessario, per il Wwf, imprimere una seria svolta al governo del territorio, dove monitoraggi e controlli sanitari devono rappresentare un momento importante e imprescindibile dall'attività di conservazione dell'orso.(segue)



