(Adnkronos) - L'occasione è servita anche a fare il punto della situazione dello sharing nel capoluogo lombardo. Il calo delle immatricolazioni si registra in tutte le grandi città italiane, forse con l'unica eccezione di Roma. In vent'anni Milano ha perso 200 mila auto, che da un lato hanno liberato spazio urbano, ma questo spazio è stato però in buona parte occupato dalle auto dei pendolari. L'auto condivisa è una modalità interessante e di sicuro successo a Milano ma che non giustifica nessun allentamento sul fronte del trasporto pubblico locale, urbano e soprattutto metropolitano. "Bisogna fissare un obiettivo concreto di progressione nella de-motorizzazione urbana -spiega Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia- ma contestualmente alla riduzione dei veicoli dei residenti provvedere a una riduzione dello spazio che la città riserva a circolazione e soprattutto stazionamento dei veicoli, restituendolo a pedoni e ciclisti. L'unico modo per farlo è rendere più affidabile, puntuale, integrato il servizio di mobilità collettiva, per intercettare i city user prima che entrino in città, anzi, se possibile, prima che decidano di tirare fuori l'auto dal box della loro residenza suburbana. E questa deve essere una misura cardine del Piano urbano della mobilità sostenibile di Milano". Milano, con 55 auto ogni 100 abitanti, si colloca a metà classifica, tra le città italiane, tra le 41 auto ogni 100 abitanti di Venezia, le 47 di Genova e le 70 di Roma. Per quanto riguarda i servizi sharing, oggi Milano conta circa 1100 auto in condivisione, 3.400 biciclette del servizio BikeMi che ormai giunge a 1,8 milioni di prelievi annuali da parte di 25 mila abbonati annuali e 45 mila utilizzatori saltuari.



