Nella stagione 2018/19 il Como giocava in Serie D, la quarta categoria del calcio italiano, dopo essere fallito due volte nei quindici anni precedenti. Quest’anno è arrivato quarto in Serie A e nella prossima stagione giocherà per la prima volta nella sua storia la Champions League. È il miglior risultato della storia del Como, che prima di quest’anno non era mai andato oltre al sesto posto in Serie A raggiunto nel 1950.
Ed è arrivato grazie alla società più ricca del campionato, e con una squadra giovane, arrembante e dal bel gioco, allenata dal 39enne spagnolo Cesc Fabregas. Ma attenzione, perché se è vero che i comaschi vantano il secondo miglior attacco del campionato (65 gol) il dato più notevole è che sono la miglior difesa (29 reti incassate). Frutto non solo della solidità degli interpreti ma anche del primato nella media del possesso palla (61,38%), il che dimostra che lo stile di Fabregas incarni perfettamente il vecchio adagio di Johan Crujff: «Se la palla la giochiamo noi gli altri come fanno a segnarci?». Certo, quella del Como è una favola a metà, perché di soldi la proprietà targata Hartono ne ha investiti. E molti. Negli ultimi tre anni, il passivo del Como sul mercato è pari addirittura a 221,3 milioni di euro: superate anche la Juventus (-159,37) e il Milan (-137). Ma non è questo il punto. Perché i soldi bisogna saperli investire e la linea verde promossa da Fabregas ha permesso al club di massimizzare il ritorno in termini di risultati sportivi, promuovendo una filosofia che è diventata brand.
A Roma, sponda giallorossa, Gasperini il suo marchio di fabbrica l’ha mostrato subito, conquistando un terzo posto quasi insperato in una stagione altalenante ma svoltata definitivamente negli ultimi 2 mesi, dopo l’eliminazione dall’Europa League. Finita la diarchia con Claudio Ranieri, Gasperini dopo i miracoli con l’Atalanta ha mostrato cosa vorrà proporre anche alla Roma: gioco verticale, qualità tutta insieme in campo e coinvolgimento in zona gol di tutti i giocatori in campo. Ma davvero tutti. Col budget Champions da dedicare ad un mercato a sua immagine e somiglianza, Gasperini è pronto a candidare la Roma della prossima stagione per un ruolo ancora da protagonista. Anche qui, i soldi servono. Non è che si vinca solo con la fantasia. La famiglia Friedkin, dal 2020 ad oggi, ha messo sul piatto già 460 milioni per l’acquisto di 62 cartellini, col record toccato nel 2021-22, quando i milioni spesi furono 132. E ora il club vorrebbe dare al nuovo direttore sportivo (Massara è in uscita) altri 150 milioni da investire. Ma poi i gol non li segnano gli ingaggi. E il flop delle grandi del Nord (Inter a parte ovviamente) lo dimostra.




