Prato, 20 mar. - (Adnkronos) - Omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro aggravata dal disastro; incendio colposo aggravato; omicidio colposo aggravato plurimo; favoreggiamento aggravato, a fini di profitto, della permanenza sul territorio dello Stato di clandestini: sono questi i reati di cui dovranno rispondere tre imprenditori cinesi e due imprenditori pratesi arrestati oggi per il rogo nel capannone dove si trovava la ditta di confezioni "Teresa moda", in via Toscana, al Macrolotto di Prato, scoppiato il 1 dicembre scorso, dove persero la vita sette operai cinesi. Con i cincque arressati si e' conclusa la prima fase delle investigazioni condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Prato, con la collaborazione del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Prato e del Servizio Centrale Operativo (Sco). Sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare - tre in carcere, e due agli arresti domiciliari - dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato, Angela Fantechi, che ha accolto la richiesta richiesta avanzata dal pubblico ministero Lorenzo Gestri della Procura della Repubblica di Prato, guidata dal procuratore capo Piero Tony. I provvedimenti coercitivi carcerari hanno raggiunto tre imprenditori cinesi, mentre la misura cautelare degli arresti domiciliari e' stata disposta nei confronti di due imprenditori italiani. Nessuna richiesta coercitiva era invece stata richiesta nei confronti dell'ulteriore indagata cinese, la titolare formale della ditta che, sulla base delle indagini fin qui svolte, e' risultata essere un mero prestanome dei reali datori di lavoro, i tre connazionali cinesi arrestati. (segue)



