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Le montagne a tutela dell'acqua, il Cai promuove un'iniziativa dedicata

domenica 23 marzo 2014
Le montagne a tutela dell'acqua, il Cai promuove un'iniziativa dedicata

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Roma, 20 mar. - (Adnkronos) - L'importanza del mondo sotterraneo e della conservazione degli ambienti naturali e delle montagne che li comprendono per tutelare la risorsa idrica. In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, indetta dall'Onu con centinaia di eventi organizzati nelle nazioni, il Club Alpino Italiano con la sua Commissione centrale per la speleologia e la Commissione centrale tutela ambiente montano, promuove l'edizione 2014 del progetto "L'acqua che berremo". Nell'ambito del progetto, durante tutto l'anno saranno organizzati appuntamenti in località diverse dell'Italia, con l'obiettivo di far conoscere al più ampio pubblico il mondo sotterraneo e l'importanza della conservazione degli ambienti naturali e delle montagne. Sezioni, commissioni e gruppi regionali saranno gli attori di queste iniziative con attenzione anche a sorgenti, fontane, acquedotti e potabilizzatori. L'acqua, ricorda il Cai, ricopre oltre il 70% del globo terrestre e costituisce la struttura delle piante e degli animali in una percentuale che va dal 60 al 97%. Ma l'acqua potabile è anche tra gli elementi più scarsi e ricercati: sulla Terra oltre il 97 % dell'acqua è salata e della restante acqua dolce, circa due terzi sono imprigionati nei ghiacci polari. Ecco quindi che l'acqua potabile disponibile per le esigenze dell'umanità è inferiore all'1% del totale. Ci si muoverà sull'acqua, dal mondo sotterraneo alle nostre case, per conoscere meglio il ciclo dell'acqua e le straordinarie qualità fisico-chimiche di una sostanza insostituibile. L'obiettivo è promuovere una "cultura dell'acqua", basata sul legame uomo-ambiente e sulle implicazioni sociali ed economiche della civiltà e dello sviluppo dell'umanità. In questa ottica in primo piano c'è la tutela degli ambienti carsici, che dal lontano 1990 sono oggetto di studio da parte del Cai. Oltre all'ambiente ipogeo, nel quale si trovano cavità idriche e corsi d'acqua sotterranei, l'intento del sodalizio è sottolineare l'interdipendenza del sottosuolo con l'ambiente di superficie, modellato sempre dall'acqua. Con questa visione d'insieme che si rivolge al sistema delle aree protette è previsto il coinvolgimento di Federparchi, con la quale il Cai e Ssi hanno firmato un protocollo di collaborazione il 1 giugno 2013 a La Spezia, interessati a promuovere attività di ricerca e studio volte alla conservazione, tutela e conoscenza degli ambienti carsici sotterranei e superficiali. Impegno trasversale che ha raccolto anche l'interesse del Comitato scientifico centrale del Cai. Il progetto "L'acqua che berremo" si lega al progetto Onu "Acqua fonte di vita", avviato nel 2005 con l'obiettivo di dimezzare, in 10 anni, a livello planetario, il numero delle persone che non hanno accesso all'acqua. "L'acqua - spiega Filippo Di Donato, presidente Commissione centrale tutela ambiente montano del Cai - è quindi fondamentale per l'ambiente naturale e la sua conservazione, ma anche per consentire la sopravvivenza ad ogni essere e garantire un'adeguata qualità della vita alle generazioni future. Il diritto all'acqua è un'emergenza vitale per ogni essere vivente e la lotta alla riduzione delle risorse del pianeta deve vedere impegnati tutti i popoli. Ne consegue la necessità che le istituzioni si dotino di strumenti legislativi efficaci alla tutela del mondo carsico e delle sue acque".