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Crisi: Confartigianato Sicilia, continua strage innocenti, stop a demagogia politica

domenica 23 marzo 2014
Crisi: Confartigianato Sicilia, continua strage innocenti, stop a demagogia politica

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Palermo, 20 mar. - (Adnkronos) - "E' ora di dire basta. Non vogliamo più assistere inermi a queste continue stragi degli innocenti. L'ultima disgrazia che ha colpito il mondo delle imprese siciliane, deve essere motivo di riflessione per tutta la classe dirigente dell'isola". E' l'amaro sfogo di Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato Sicilia, dopo che oggi un imprenditore di Bagheria (Palermo) si è tolto la vita perché non riusciva a percepire i crediti che vantava. "Non si può più fare demagogia - prosegue -, non si può più giocare a scaricabarile sulle responsabilità che tutta la classe dirigente siciliana ha di fronte a queste tragedie. Responsabilità che hanno tutti non solo coloro che ci governano, ma anche le associazioni imprenditoriali, i sindacati e le banche. In questa triste vicenda abbiamo tutti delle colpe: le ha la burocrazia presente a tutti i livelli, ma anche le grosse aziende che appaltano o subappaltano lavori alle piccole e deboli imprese. Credo che oggi si debba fare un attento esame di coscienza ed iniziare finalmente a segnare un percorso virtuoso che possa fare uscire la Sicilia da questo interminabile stallo". "In tutto questo che fanno le Istituzioni - conclude Ribisi -? Litigano su come meglio ritardare il pagamento dei debiti che gli Enti locali hanno verso le imprese e si attaccano ad ogni stratagemma per non pagare. Ma non si può giocare sulla pelle delle imprese, siano esse grandi ma soprattutto piccole. Occorre una ribellione civile e un convincimento generale: non si può andare avanti senza regole certe, che devono essere rispettate da tutti, banche, istituzioni, politici, burocrati, imprese, lavoratori".