Bari, 20 mar. (Adnkronos) - Non e' vero che Caterina Susca, la donna di 60 anni uccisa l'11 novembre del 2013 nella sua abitazione a Torre a Mare, quartiere alla periferia sud di Bari, aveva incontrato il suo assassino, Donald Nwajiobi, reo confesso, per le strade del quartiere prima di arrivare a casa, come da lui raccontato durante l'interrogatorio dopo il suo arresto. E' quanto sostiene la Procura del capoluogo pugliese che oggi ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini al 22enne nigeriano. Secondo gli accertamenti svolti dalla Squadra mobile della Questura, il suo racconto e' pieno di contraddizioni e falsita', nonostante la confessione. Il ragazzo, infatti, disse di non aver fatto irruzione nell'appartamento della vittima per una rapina, ma perche' invitato dalla donna. Non sarebbe vero neanche il passaggio in auto che la donna avrebbe dato al giovane. Nwajiobi avrebbe scavalcato il cancello della villa e avrebbe sorpreso alle spalle Caterina Susca. Quindi l'avrebbe minacciata con delle forbici, l'avrebbe violentata e uccisa soffocandola con un sacchetto di plastica. Per il procuratore aggiunto Anna Maria Tosto e per il sostituto Manfredi Dini Ciacci, il giovane cerco' di alleggerire le sue responsabilita' raccontando alcune bugie.



