Firenze, 21 mar. - (Adnkronos) - "La continua crescita del numero dei fontanelli in Toscana è un risultato molto importante, frutto dello straordinario impegno messo dalle aziende in termini di investimenti e di progettazione; un traguardo anche ambientale importante, numeri che grazie al lavoro dei gestori del servizio idrico integrato sono destinati a crescere in maniera esponenziale". E' celebrando gli importanti dati relativi al consumo di acqua liscia e gassata di alta qualità erogata dai fontanelli, oltre 170, sparsi sul territorio regionale gestito dalle sette aziende toscane di gestione del servizio idrico integrato - Acque, Acquedotto del Fiora, Asa, Gaia, Geal, Nuove Acque, Publiacqua - che Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana interviene a commento della Giornata Mondiale dell'Acqua, ricorrenza istituita dall'Onu per ricordare il 22 marzo di ogni anno la risorsa idrica, che vede le aziende idriche associate a Confservizi Cispel Toscana impegnate in varie iniziative. In Toscana sono ormai più di 170 i fontanelli di alta qualità, alcuni eroganti anche acqua raffreddata e gasata, un numero che sommato ai fontanelli da interno e alle case dell'acqua quasi raddoppia. Questi fontanelli hanno erogato solo nel 2013 oltre 100 milioni di litri di acqua, che hanno fatto risparmiare circa 50 milioni di bottiglie di plastica e in totale oltre 25 milioni di euro l'anno dalle tasche dei toscani. "Numeri in crescita - prosegue De Girolamo - grazie all'ingente mole degli investimenti realizzati: il costo per realizzare questi fontanelli ammonta a oltre 2 milioni di euro, mediamente la realizzazione di un fontanello costa tra i 10.000 e i 15.000 euro. Il progressivo aumento dei fontanelli ha contribuito a far crescere il numero dei toscani che beve ormai l'acqua del rubinetto, molto sicura poiché sono mediamente 300.000 all'anno i controlli che vengono fatti sulla qualità e la sicurezza dalle aziende e dalla Asl: secondo quanto risulta da più di un'indagine condotte dalle varie Autorità competenti, si può stimare che la percentuale di chi preferisce l'acquedotto ha superato il 51%, un bel balzo in avanti rispetto al 40% che era stato rilevato nel 2009 e anche rispetto al 44% del 2010", commenta De Girolamo. (segue)



