Venezia, 23 mar. (Adnkronos) - Jhumpa Lahiri, Rita Dove, Carlo Petrini, Patrizia Cavalli, Peter Greenaway: sono questi alcuni dei protagonisti del fitto programma della settima edizione di Incroci di civiltà, Festival internazionale di letteratura a Venezia, promosso da Università Ca' Foscari Venezia, Fondazione Venezia e dal Comune di Venezia, Assessorato alle Attività e Produzioni Culturali, con la partnership di Veneto Banca, The Bauer's Venezia, Ava Associazione Veneziana Albergatori, Fondazione Musei Civici a cui si aggiunge quest'anno la preziosa presenza di Marsilio Editori. Il festival, dal 2 al 5 aprile, accoglierà ventidue scrittori provenienti da diciassette paesi, dall'Europa all'Africa, dal Vicino ed Estremo Oriente all'America Latina, una molteplicità di esperienze, lingue, culture e generi a disposizione di un pubblico di lettori appassionati. L'appuntamento inaugurale di mercoledì 2 aprile alle 17 all'Auditorium Santa Margherita è ricco di suggestioni. In un inedito "incrocio" tra cultura e gusto, Carlo Petrini, gastronomo e giornalista italiano fondatore di Slow Food, converserà con Giuseppe Barbieri. A seguire, dopo la consegna del Premio Bauer, Patrizia Cavalli sarà protagonista d'eccezione del reading poetico "Come se cantando le parole" che sposa musica canzoni e poesia. Come sottolinea Carlo Carraro, Rettore dell'Università Ca' Foscari: "Anche quest'anno grandi nomi della letteratura che scelgono Venezia come luogo per incontrarsi, per incrociarsi. Anno dopo anno. La crescita di Incroci di civiltà è stata costante, progressiva, senza battute d'arresto. Incroci di civiltà è uno dei diamanti a cui l'ateneo ha dato vita nell'ottica di un'apertura e di una costante e forte collaborazione con la Città. A questo si aggiunge una costante evoluzione di un format interessante, che funziona e che valorizza le alte competenze dei nostri docenti nel ruolo di ideatori, organizzatori, conoscitori, studiosi e infine intervistatori degli ospiti del festival. Un'intuizione sicuramente vincente che ha trovato terreno fertile nella città simbolo degli scambi culturali". (segue)



