(Adnkronos) - Fin dai primi anni '60 la pittura di Bergamo crea un mondo che anticipa immagini e concetti come le esplosioni cosmiche, gli scontri tra particelle, la genesi delle galassie, la forma delle cellule, secondo una sua personalissima visione del cosmo, attraverso differenti fasi di ricerca, mescolando assieme materiali e tecniche -dall'acquarello alla china, dall'acrilico all'olio- accomunate da una fortissima tensione immaginativa. Il percorso espositivo prende l'avvio con le opere del periodo dei Concetti Cosmici, che coincide con il suo arrivo a Milano negli anni '60, una fase in cui rafforza la convinzione che sia necessario un costante dialogo tra Arte e Scienza. Segue l'imponente studio sull'energia e sulla materia che occuparono l'artista per tutti gli anni '70, periodo chiamato Astrarte. Il filosofo della Scienza Giulio Giorello osserva: "La cosa che mi ha colpito e' la potenza della rappresentazione, la capacita' di rendere una situazione anche complessa con pochi tratti, in una meravigliosa sintesi". Negli anni '80 Bergamo prosegue le sue sperimentazioni, da' sfogo a ricerche di colore, crea una geometria di sogno, in un periodo di transizione poi definito Immagine e somiglianza. Nel 1985 si trasferisce in Sardegna e inizia una fase fondamentale del suo percorso pittorico, chiamato Estetica del Caos. (segue)



