(Adnkronos) - "Dal 2006 - prosegue Gian Ettore Gassani - abbiamo avuto il sorpasso: piu' morti in famiglia rispetto a quelli prodotti dalla criminalita' organizzata. E' evidente che c'e' una sottovalutazione gravissima e imperdonabile del problema. E si continua ad investire centinaia di milioni di euro per combattere la mafia e pochissimo se non addiritttura niente per tutelare le donne che vengono prima picchiate poi massacrate e poi assassinate". Insomma "devono essere contemplate misure di prevenzione che tengano conto di misure di protezione" che scatti sin dal momento della denuncia invece, sottolinea il presidente di Ami, "fino a quando non scorre il sangue nel nostro paese succede poco". Sulla possibilita' dell'inasprimento delle pene Gassani afferma che pur essendo un obiettivo da perseguire non e' comunque il punto essenziale, bisogna invece "controllare il territorio, le case, i condomini, i quartieri". "I servizi sociali devono avere maggiore potere - conclude - Ma soprattutto e' necessaria una magistratura specializzata per i reati in famiglia. Insomma, come esiste la Dia per l'antimafia cosi' deve esistere un nucleo di magistrati pronto ad affrontare la vera emergenza nazionale, la vera vergogna che e' la violenza in famiglia".



