(Adnkronos) - De Pietro ha creato le opere perche' dialogassero con i Mercati, con il laterizio che innalza le maestose arcate, con il travertino delle tabernae o il marmo dei reperti esposti nelle aule. Sono anche le grandi dimensioni delle opere di De Pietro a rendere unico questo 'dialogo aperto' con i Mercati. Un percorso di forte impatto visivo che si apre con sfrontatezza della Grande Aula, con le otto opere 225x137 centimetri montate a coppie, in costante dialogo con la ricomposizione di parte dell'attico dei portici del Foro di Augusto, e prosegue come brace nelle aule del pian terreno. Qui gli otto quadri 165x135 centimetri, appesi ai muri, instaurano un dialogo silenzioso, empatico con i reperti archeologici. Come pure le opere piu' piccole che si ricavano spazi vitali tra le partiture murarie. L'avorio del marmo della testa imperiale di Costantino, squadrata, possente, parla attraverso le piccole Lettere d'amore. Il colorismo della Chiave si esalta sul mattone del partito murario mentre ai piedi del pannello della ricomposizione dell'attico dei portici del Foro di Nerva le sedie in fila di Assoluto silenzio (100x60 cm) dilagano in un tempo passato, prefigurando un'attesa senza fine. E ancora il porfido rosso egiziano del labrum (la vasca) del Tempio della Pace, spezzato, ritrova in Acquasanta l'idea della forma primigenia. Salendo al piano dei matronei l'esposizione si rarefa'. Qui gli otto simboli vengono declinati in dimensioni piu' piccole (120x80 cm), che si specchiano nelle proporzioni meno maestose e piu' raccolte di questo livello. Gli intradossi degli archi sono lo spartito su cui De Pietro accorda la sua arte. Dopo i grandi quadri del piano terra, qui - insieme a queste tavole - vengono esposti alcuni piccoli studi, opere non meno riuscite delle altre. Anzi in qualche caso delle miniature di grande pregio che ancora una volta testimoniano della sintonia tra la materia di De Pietro e quella dei Mercati. La mostra si conclude con 7 installazioni che traducono i soggetti pittorici in realta': una materializzazione di quel Sud che De Pietro indaga con la sua arte.



