Napoli, 23 mag. - (Adnkronos) - "Ieri la legge 194 ha compiuto 35 anni. In Campania e nel resto d'Italia la presenza dell'80% di obiettori di coscienza, accanto ai tagli del Servizio sanitario regionale e il piano di rientro con la successiva chiusura dei centri Ivg ne rendono oggi di fatto impossibile l'applicazione". A lanciare l'allarme e' l'assessore alle pari opportunita' del Comune di Napoli, Pina Tommasielli, che pone l'attenzione sul "terribile passo indietro sul piano della liberta' di scelta della donna e della maternita' consapevole". "Forse - ragiona Tommasielli - questa omologazione di pensiero e queste 'larghe intese' hanno di fatto portato ad un arretramento vero sul versante dei diritti e della laicita' delle istituzioni e ovviamente i diritti piu' immediatamente comprimibili sono stati quelli delle donne e della loro salute". "Nulla si e' fatto sul versante della prevenzione di un evento al quale nessuna donna vorrebbe sottoporsi: i consultori - prosegue l'assessore - sono stati di fatto smantellati e il miglioramento della qualita' farmacologica della pillola contraccettiva, invece di essere un valido contributo alla salute di tutte le donne, di fatto ha rimarcato la disegueglienza tra donne di serie A e donne di serie B". "Intanto - sottolinea Tommasielli - aumenta paurosamente il fenomeno delle mamme-bambine, come spia di cattiva informazione, di mancanza di educazione sessuale nelle scuole, come pericolosa assenza di istituzioni che sono alla canna del gas in termini di risorse economiche ma, anche e soprattutto, in termini di promozione del bene pubblico come primaria mission". "Gli uomini e le donne che oggi hanno ruoli istituzionali - conclude - non possono trincerarsi dietro un 'alzata di spalle' ma hanno il dovere di mobilitare, ascoltare e, insieme al Movimento delle donne, vivo e vegeto, trovare soluzioni anche piu' 'leggere' rispetto ai centri Ivg".




