Roma, 26 mag. (Adnkronos) - Scuola e famiglia siano in prima linea per fronteggiare il fenomeno della violenza tra minori. E' quanto afferma il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, in relazione all'assassinio di una sedicenne a Corigliano Calabro, uccisa a coltellate e bruciata dal fidanzato diciassettenne. "Non si puo' comprendere fino in fondo un fatto cosi' raccapricciante - sottolinea Marziale - se non lo si contestualizza ad una fenomenologia che connota i tratti di una generazione indotta, piu' che incline per natura, all'esercizio della violenza". "Non esistono videogiochi, film e altre dinamiche mediali che non contemplino la violenza come strumento per vincere una partita o risolvere una questione. Mettiamoci poi che la societa' reale e' allo stato pervasa da disordini di vario genere che inducono alla violenza, allora ecco - chiosa il presidente dell'Osservatorio - che il quadro e' completo. A nulla serve guardare alla locazione del dramma, nel senso che avviene in Calabria cosi' come sta avvenendo in ogni angolo d'Europa e d'America. Siamo al cospetto di una preoccupante fenomenologia globale da annoverarsi nell'ambito dell'emergenza educativa a cui piu' volte si e' riferito Papa Ratzinger nel corso del proprio pontificato". "Ma - continua Marziale - piu' che le disamine contano le soluzioni e non c'e' da guardare all'orizzonte dell'innovazione per ricercarle, bensi' nella tradizione, ossia nel ricentraggio qualitativo del ruolo della famiglia e della scuola, primarie agenzie di educazione soppiantate da modelli educativi alternativi, come i mass media, molto spesso delegati dagli stessi educatori. Ne leggi ne punizioni severe possono ridurre gli effetti nefasti di tale e drammatica situazione quanto i genitori e gli insegnanti, la cui mancata incisivita' ci porta a dover piangere sulle bare di giovani vittime e sul destino di giovani assassini. Allo Stato - conclude il presidente dell'Osservatorio - si chiede soltanto di smetterla con i tagli all'istruzione".




