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Carceri: Brogi e Ruggeri (Pd), firmiamo contro il sovraffollamento

domenica 14 aprile 2013
2' di lettura

Firenze, 9 apr. - (Adnkronos) - Una raccolta di firme per contrastare il sovraffollamento carcerario. Stamani in Toscana, di fronte ai tribunali di Firenze, Pisa e Livorno, l'iniziativa organizzata da molte realta' attive sul fronte dei diritti dei detenuti, con l'obiettivo di raccogliere migliaia di firme a sostegno di tre proposte di legge di iniziativa popolare mirate a istituire un "numero chiuso" nelle carceri, un tetto massimo oltre il quale nessuno possa piu' entravi, di inserire nel codice penale il reato di tortura e di alleviare le disposizione della legge Fini-Giovanardi in materia di sostanze stupefacenti. Tra le adesioni, quella del consigliere regionale Pd Enzo Brogi, da anni attivo sul tema carcerario, e del capogruppo Pd Marco Ruggeri, che hanno firmato stamani, plaudendo all'iniziativa. "Ormai da troppo tempo attendiamo provvedimenti urgenti, le nostre carceri, nonostante i frequenti richiami del presidente della Repubblica e le condanne dell'Unione Europea, continuano ad essere le piu' sovraffollate d'Europa, dove le persone vivono in condizioni lesive della dignita' - dichiara Ruggeri - Per questo come gruppo Pd abbiamo intensificato la nostra attivita', e nei prossimi giorni con Brogi visiteremo il carcere di Porto Azzurro". "Invito tutti coloro che ritengono, a ragione, che la situazione delle nostre carceri non sia piu' tollerabile, ad aderire a questa raccolta di firme - afferma Brogi - Annuncio anche che, sul fronte dei diritti dei detenuti, il Consiglio Regionale si riunira' il 23 aprile in seduta straordinaria per affrontare l'emergenza toscana. Ricordo anche che l'Italia e' tra i Paesi europei con un piu' basso ricorso alle pene alternative e che questo influisce su un alto tasso di recidiva. Non possiamo permettere che le carceri siano discariche della societa', troppe persone che stanno dentro dovrebbero stare fuori, in primis riguardo all'uso di sostanze stupefacenti. Insomma, nello stato in cui versano le carceri sono svuotate dal compito che gli riserva la nostra Costituzione, il fine rieducativo della pena, che restituisca alla societa' persone migliori e non ancora piu' incattivite e disperate".