(Adnkronos) - I risultati di tali investigazioni quindi sono stati partecipati al tribunale di Latina il quale, condividendo l'impianto accusatorio prospettato dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, con provvedimento a firma del Presidente Pierfrancesco De Angelis ha disposto il sequestro del patrimonio aziendale e relativi beni di 11 societa' con sede nella provincia di Latina, Napoli, Caserta e Bologna: 3 operano nel settore delle costruzioni di edifici, una nel commercio di porcellana, 2 nel commercio di autoveicoli, 2 nel settore dell'intermediazione immobiliare e 3 nel settore alberghiero e della ristorazione; delle quote societarie di ulteriori 4 societa' con sede nella provincia di Napoli, Ferrara e Bologna: 3 operanti nel settore della costruzione di edifici e la rimanente nell'intermediazione immobiliare; di 174 unita' immobiliari (site nella provincia di Latina, Napoli, Caserta, Ferrara e Bologna); di 25 tra auto e motoveicoli tra cui 3 autovetture d'epoca; numerosi rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni. Tutto cio' che e' stato sequestrato ha un valore complessivo stimato di oltre 65 milioni di euro. "Siamo fiduciosi che prossimamente daremo altre notizie di sequestri", ha affermato il procuratore Pignatone. "Le norme italiane", spiega, "in materia di sequestro sono le piu' efficaci nell'Unione europea ed e' la linea di azione seguita dalla procura". "Aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dalle 'mafie' - affermano le fiamme gialle - significa fargli perdere prestigio all'interno del proprio ambiente delinquenziale, privandole del fondamentale strumento di condizionamento delle realta' socio economiche, tradizionalmente occupate e soffocate dall'indisturbata presenza delle loro risorse e del loro controllo".



