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Travaglio, da pm a avvocato di Grillo,per Marco i grillini hanno vinto,qualcuno gli spieghi la sconfitta

L'improbabile difesa di Marco: qualcuno gli spieghi che il M5S ha perso
di Ignazio Stagnovenerdì 31 maggio 2013
Travaglio, vicedirettore del "Fatto Quotidiano"

Travaglio, vicedirettore del "Fatto Quotidiano"

2' di lettura

Da pm ad avvocato: "I grillini hanno perso per i loro meriti". Marco Travaglio deve fare i conti con i numeri impietosi del Movimento Cinque Stelle che alle amministrative a Roma, a Brescia e nelle altre grandi città è arrivato terzo dietro ai candidati di Pd e Pdl. I grillini non si "qualificano" nemmeno a un singolo ballottaggio. I numeri sono lì e parlano di una sostanziale discesa agli inferi del Grillo parlante. I comizi e le urla non sono bastati stavolta. Gli elettori "mobili" o indecisi hanno scelto i partiti tradizionali mandando un "vaffa" a Beppe. Grillo ha vinto - Ma per Travaglio anche un'oggettiva sconfitta si trasforma in vittoria. Nel suo consueto editoriale sul Fatto, Marco "Manetta" racconta, pur davanti all'evidenza dell'esatto opposto, una non-sconfitta del M5S. Per Travaglio le ragioni della peculiare "quasi-vittoria" sono due, e tutte positive. La prima riguarda la tenuta dei grillini rispetto allo scouting del Pd che aveva organizzato Pier Luigi Bersani. "Se tre mesi fa Grillo avesse prestato sottobanco 15 senatori a Bersani per il suo demenziale governicchio di minoranza, o se poi si fosse imbarcato nel carrozzone Letta-Pdl, il M5S si sarebbe guadagnato i favori dei giornaloni che ora non lo lincerebbero da mane a sera, e non lo accuserebbero di perder tempo a parlare di scontrini o di essere come tutti gli altri", afferma Travaglio. Ci rubano i voti - Ma la difesa dell'avvocato Marco non finisce qui. Per lui il M5S ha vinto, pur nella sconfitta, perché ha regalato le fasce da primo cittadino a candidati del Pd che hanno un dna grillino. "Le battaglie e i consensi dei 5Stelle hanno costretto gli elettori e i candidati del Pd a cambiare in meglio. I primi alle primarie scelgono sempre nomi il più lontani dalla nomenklatura e il più vicino alla società civile, i secondi, una volta in lizza si ingrilliscono vieppiù rubando voti al candidato grillino. Pisapia a Milano, Doria a Genova, Renzi a Firenze, De Magistris a Napoli, Emiliano a Bari, Orlando a Palermo, Zedda a Cagliari e Serracchiani in Friuli", continua Travaglio. Infine arriva la negazione, come nelle fasi del lutto, della tragedia. Travaglio rispolvera i sondaggi sulle intenzioni di voto post amministrative e spara: "Ieri in piena debacle alle comunali, i sondaggi nazionali davano il M5S addirittura in ripresa al 24-25 per cento. L'inciucio logora chi lo fa"...e soprattutto il fegato di Travaglio. (I.S.) 

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