Roma, 17 dic. - (Adnkronos) - Cinque punti per migliorare concretamente la vita dei pendolari. Sono le proposte di Legambiente lanciate in occasione della presentazione di Pendolaria 2013 oggi a Roma. In particolare, l'associazione chiede a Governo e Regioni certezze sulle risorse da destinare al servizio e al ministero delle Infrastrutture e al Parlamento di individuare le risorse necessarie nell'ambito di una politica complessiva dei trasporti, spostando finalmente le risorse della legge Obiettivo dalla strada al ferro. Per le Regioni l'obiettivo, sottolinea Legambiente, dovrebbe essere una spesa pari almeno al 5% del proprio bilancio. Altro punto, approvare subito la carta dei servizi e dei diritti degli utenti: all'Autorità spetta il compito di definire le condizioni che garantiscono la tutela dei diritti dei cittadini nel processo di liberalizzazione e la qualità del servizio. Una sfida delicata perché occorre attuare una direttiva europea che prevede la liberalizzazione nel settore ferroviario stabilendo ruoli chiari anche nel controllo degli investimenti e dell'offerta. E poi introdurre una detrazione del 20% per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale e ferroviario: uno sconto, cancellato dalla finanziaria del 2010, che allevierebbe le spese delle famiglie. L'associazione chiede poi un'agenzia per la mobilità in ogni regione che, come negli altri Paesi europei, sia una struttura pubblica e interlocutore di chi viaggia in treno. Infine, un ministero che si occupi del trasporto ferroviario per garantire collegamenti ferroviari efficienti al Nord come al Sud, integrati con il sistema di porti e aeroporti. L'associazione chiede al ministero delle Infrastrutture di definire gli obiettivi di miglioramento del sistema dei trasporti ferroviari e di aprire un confronto pubblico con regioni, Ferrovie dello Stato, Autorità dei Trasporti, associazioni e imprese. Per capire da dove partire per migliorare il servizio, fa sapere Legambiente, basta prendere in considerazione le richieste dei pendolari: treni nuovi, più numerosi e più veloci e un maggiore coinvolgimento degli utenti. Occorre aumentare i collegamenti sulle 20 principali linee pendolari del Paese, oltre a garantire il servizio su tutte le altre, riorganizzando gli orari in base alle necessità di chi viaggia. Servono treni moderni e più capienti, in particolare nelle aree urbane, e bisogna recuperare il "progetto 1000 treni per i pendolari" lanciato nel 2007 perché l'affollamento dei convogli causa sempre più ritardi per la difficoltà di accesso alle carrozze e di chiusura delle porte. Inoltre, i treni pendolari italiani sono i più lenti d'Europa. La media è di 35,9 km/h sulle linee di collegamento con le grandi città, mentre è di 51 in Spagna, 48,1 in Germania, 46,6 in Francia. Per Legambiente, il 2014 sarà un anno fondamentale per ripensare e migliorare il servizio ferroviario in Italia, scadrà infatti il contratto nazionale di servizio che il ministero delle Infrastrutture ha in corso con Trenitalia per gli intercity e i contratti di servizio in 12 regioni e nelle 2 province autonome e si aprirà una stagione di gare per l'affidamento come da direttive europee. "La prima scelta indispensabile è quella di abolire la legge Obiettivo - dichiara il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchin- perché le 'grandi opere' che servono all'Italia sono nelle città. Il 50% della spesa nazionale e regionale per le opere pubbliche deve andare alla realizzazione di nuove linee di metropolitane e del servizio ferroviario pendolare, di tram".




