(Adnkronos) - I Consorzi di Bonifica hanno raddoppiato le idrovore nell'Alta Padovana, zona sempre sotto osservazione per la presenza del Muson, nel polesine gli stessi enti hanno gia' pompato al mare il 120% dell'acqua normalmente riversata in un anno,cio' nonostante il taglio delle risorse pubbliche destinate alla manutenzione straordinaria. Migliaia sono ormai gli ettari sott'acqua a causa della perturbazione meteorologica. Tracimano i corsi d'acqua, ma soprattutto fossi e scoline che erano gia' al limite per le copiose piogge cadute nei giorni scorsi. La viabilita' secondaria sembra una piscina a cielo aperto e costringe all'isolamento aziende e stalle. Le ruspe dragano i campi che sembrano canali. I terreni non assorbono piu': e' il fenomeno dell'impermeabilizzazione del suolo. "Circa il 13% della superficie regionale e' edificata -sottolinea Coldiretti- dato che pone il Veneto nella graduatoria nazionale immediatamente al secondo posto dopo la Lombardia. La percentuale potrebbe sembrare un'inezia, ma si tratta di ben 240 mila ettari. Si deve considerare, poi, che il Veneto non ha citta' come Milano, Roma e Napoli ma piccoli capoluoghi e una miriade di centri minori diffusi nella campagna che aggravano notevolmente la gestione delle acque eccedenti". "Il Ptrc (Piano Territoriale regionale di Coordinamento) -commenta Coldiretti- rileva che questa intensa urbanizzazione e' avvenuta tra gli anni '80 e il 2000, dove ad esempio si e' registrata una crescita dell'edificabilita' intorno al 20% nelle province di Venezia e Vicenza". "Il governo del territorio deve diventare una priorita' -conclude Coldiretti- non si puo' intervenire quando e' troppo tardi, occorre prevenire e non solo per evitare disastri ambientali, soprattutto per conservare la bellezza del paesaggio di cui non possiamo piu' privarci in nome di un sviluppo che ci ha portato a questo risultato".




