Roma, 17 mag. (Adnkronos/Ign) - Blitz della Polizia Postale contro presunti appartenenti ad Anonymous. Quattro gli hacker, tra i 25 e i 40 anni, finiti agli arresti domiciliari, mentre altre sei persone risultano indagate. L’operazione denominata 'Tango Down' è stata portata a termine, dopo due anni di indagini, dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, e ha permesso di delineare un'associazione criminale che operava alle spalle del movimento Anonymous, responsabile di numerosi attacchi ai danni dei sistemi informatici di importanti siti istituzionali e importanti aziende. Le quattro persone finite agli arresto domiciliari sono ritenute responsabili di attacchi informatici o tentativi di attacco a siti istituzionali. Uno degli arrestati era stato anche intervistato dalla trasmissione tv 'Le Iene', per parlare delle finalità del movimento Anonymous. Numerose le perquisizioni effettuate in tutta Italia, durante le quali sequestrati molti personal computer e altri dispositivi utilizzati per commettere gli attacchi informatici. Dopo la scelta del sito ritenuto 'vulnerabile', i componenti dell'organizzazione entravano in possesso delle credenziali, per poi decifrare le password degli utenti e degli amministratori che hanno il controllo della gestione del database e del sito web. In questo modo potevano ottenere l'accesso ad aree riservate del server web e quindi modificare o cancellare i file. Tra i siti attaccati anche gli indirizzi web di Vaticano, di Trenitalia, Presidenza del Consiglio, Carabinieri, Polizia, Capitanerie di Porto, Polizia di Stato, Banca d'Italia e Ministero della Difesa. "Operavano attacchi a siti istituzionali e aziendali per poi offrire la loro consulenza informatica - spiega Antonio Apruzzese, direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni m- si spacciavano per il gruppo Anonymous per perseguire solo gli interessi economici diretti dell'organizzazione". "Uno step importante di questa operazione - spiega il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo - è stato il riconoscimento dell'associazione a delinquere telematica", si tratta la prima volta in Italia. "Si tratta di una organizzazione determinata - spiega il vice questore aggiunto Ivano Gabrielli - Si è trattato di una attività complessa e articolata iniziata nel 2011, per la quale ci siamo avvalsi anche di attività sotto copertura".




