Roma, 6 giu. (Adnkronos) - "Erano militari votati al sostegno di civili che soffrono. La loro missione e' la missione che la Costituzione assegna alle forze armate. Non sono stati eroi, l'Italia non e' il triste paese immaginato da Brecht che ha bisogno di eroi. Abbiamo bisogno di uomini e quelli dell'equipaggio "Lyra 34" erano uomini con la U maiuscola". Con queste parole il capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Pasquale Preziosa, ha ricordato i marescialli Velardi e Buttaglieri a margine della cerimonia di intitolazione della scuola marescialli di Viterbo alla loro memoria. Il generale Preziosa ha anche sottolineato come oggi l'Aeronautica Militare sia in trasformazione. "Balliamo sulla frontiera della tecnologia" - ha aggiunto il capo di SMA - ma senza la componente umana la tecnologia sarebbe solo una scatola di metallo e microchip". I marescialli Velardi e Buttaglieri, i due sottufficiali in forza alla 46° brigata aerea di Pisa, caddero in Bosnia nel settembre 1992 in seguito all'abbattimento del loro velivolo mentre erano impegnati in una missione umanitaria. Il 3 settembre del 1992 un velivolo G-222 della 46°brigata aerea di Pisa, il "Lyra 34" che trasportava aiuti umanitari destinati alla popolazione di Sarajevo sotto assedio, venne abbattuto sul Monte Zec, a circa 40 chilometri ad ovest della capitale bosniaca, da due missili terra-aria. A seguito dell'abbattimento, persero la vita tutti gli uomini dell'equipaggio: il tenente colonnello Marco Betti, il tenente Marco Rigliaco, il maresciallo Giuseppe Buttiglieri e il maresciallo Giuliano Velardi ai quali, quello stesso anno, il Presidente della Repubblica conferi', alla memoria, la medaglia d'oro al valor militare.



