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Mondiali 2026, scandalo Gianni Infantino: spese pazze, maxi-scorta e jet privato

di Lorenzo Pastugliavenerdì 19 giugno 2026
Mondiali 2026, scandalo Gianni Infantino: spese pazze, maxi-scorta e jet privato

2' di lettura

A Miami Beach, lungo Collins Avenue, un convoglio della polizia con Harley-Davidson a sirene spiegate apre la strada a un Suv nero blindato. Vetri oscurati, traffico bloccato per qualche minuto, curiosi ai bordi della strada. Qualcuno, come racconta il Telegraph, ha pensato a Donald Trump. Dentro, però, c’era Gianni Infantino. È una scena che racconta meglio di tante parole il modo in cui il presidente Fifa sta vivendo il Mondiale 2026: sempre in movimento, sempre circondato da misure di sicurezza importanti, sempre al centro dell’organizzazione.

Infantino si è trasformato in una presenza fissa del torneo, quasi un “uomo ovunque”. Il Mondiale organizzato tra Stati Uniti, Canada e Messico è stato presentato come il più grande di sempre, e lui sembra aver preso la definizione alla lettera. Il suo programma, secondo il Guardian, è serratissimo: quando possibile, anche due partite al giorno, spostandosi da una città all’altra con voli privati messi a disposizione nell’ambito degli accordi tra Fifa e Qatar Airways. Una rete logistica che gli permette di seguire tutto da vicino, ma che ha già acceso più di una discussione.

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Perché qui le distanze sono un’altra cosa rispetto al passato. Nel 2022, in Qatar, si poteva attraversare il torneo in macchina. Oggi si parla di migliaia di chilometri, quattro fusi orari, 16 stadi sparsi su tre Paesi. E Infantino è sempre in aria. Non mancano a riguardo le critiche, soprattutto legate all’impatto ambientale e ai costi di questa macchina organizzativa. Il suo sistema di spostamenti viene stimato in centinaia di migliaia di euro, mentre diversi studi hanno già puntato il dito sulle emissioni complessive del torneo. In parallelo c’è il tema dei tifosi: biglietti costosi, viaggi complicati, famiglie che spesso devono scegliere cosa seguire e cosa no. Un Mondiale che, almeno fuori dal campo, sembra sempre più difficile da raggiungere. E così, mentre le partite vanno avanti, Infantino continua il suo giro tra città, stadi e aeroporti. Un Mondiale vissuto ad altissima velocità, ma non per tutti allo stesso modo.

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