Roma, 18 apr. (Adnkronos) - Una cella, un prigioniero, una sentenza. Questi tre elementi appaiono chiari all'inizio di 'APNe'A', monologo scritto e diretto da Mauro Leonardi, interpretato da Alessandro Intini. Lo spettacolo, in scena al teatro Sala Uno di Roma dal 23 aprile al 5 maggio, sembra raccontare l'ultima ora di vita di un condannato, ma da li' prende il via il flusso di pensieri di un uomo costretto in una prigionia piu' metaforica che reale della quale sente avvicinarsi la fine come una liberazione e avverte l'urgenza di fissare dei punti. Cosi' fa i conti con se stesso, con l'amore, la famiglia, l'amicizia, in un percorso che avvicina lui e il pubblico alla consapevolezza della sua reale condizione. Ricordi, immagini, emozioni, flashback, sono vissuti nella sospensione di un movimento respiratorio, l'apnea, dove fra un'inspirazione e la sua espirazione ci puo' essere spazio per una vita intera. Il protagonista si muove in uno spazio onirico ma concreto, claustrofobico ma anche sconfinato, familiare eppure ancora da scoprire. Lo accompagnano due 'danz-attori', Enrico Paglialunga e Paolo Di Caprio, interlocutori muti e senza volto, che acquistano identita' grazie al racconto di una vita che cerca il proprio senso mentre si avvia alla conclusione. In quell'attimo sospeso echeggia a volte il silenzio divino di fronte al dolore umano, e si rimane in attesa. Ma quanto puo' durare l'apnea quando l'uomo si sostituisce a Dio, credendosi onnipotente mentre e' piu' mortale che mai? La risposta non arriva, ma in quel tempo fermato al centro del respiro, in quella linea sospesa appena sopra la realta', fra la vita e la morte, si avverte la speranza che i due estremi si fondano e che la linea della nostra vita sia il segmento di un cerchio molto piu' grande.



