(Adnkronos) - Il mercato di riferimento e' quello comunitario: l'Ue assorbe il 29% della produzione contro l'8% destinato ai Paesi extra-Ue. La Germania e' il principale importatore nella UE ecosi' come gli Stati Uniti sono il maggiore nel resto del mondo seguiti dal Giappone. Nuovi mercati/mercati emergenti si stanno aprendo ad Est dell'Europa (Polonia e Russia entrambe al 5° posto). In Toscana si consuma il 22% del prodotto, nel resto d'Italia il 41%. Ma la concorrenza sleale e' in agguato. Si calcola che il cosiddetto "Italian sounding" raggiunga i 60 miliardi di euro di fatturato, la meta' di quello dell'intera industria agroalimentare italiana (127 miliardi nel 2011). E poiche' la Toscana e' uno dei brand piu' conosciuti al mondo l'equazione e' facile: molte imitazioni riguardano il "Tuscan Sounding". Di qui l'esigenza di proteggere da subito i prodotti toscani. Un importante passo avanti si avra' se in settembre il Parlamento Europeo varera' finalmente la riforma del Pacchetto qualita' che prevede l'importante novita" per tutti i produttori europei ed italiani in particolare, ovvero la norma "ex officio" (ossia l'obbligo per uno stato membro di intervenire qualora sul territorio nazionale sia violata la Dop o la Igp di un altro stato membro). (segue)



