Torino, 10 lug. - (Adnkronos) - Dopo Melbourne, dove la nuova tendenza dell'apicoltura urbana ha stabilito il suo quartier generale con il progetto "Melbourne City Rooftop Honey", e dopo essersi diffusa a Parigi, Londra, Toronto, San Francisco e New York City, arriva anche in Italia l'ultima espressione della voglia tutta cittadina di tornare alla campagna, fosse anche dal tetto di casa. Prima c'e' stata la comparsa di orti e giardini urbani, che si sono moltiplicati in ogni aiuola e spazio abbandonato delle citta', ora si sta facendo strada l'idea che anche produrre miele e' una di quelle attivita' sane che riconciliano con la natura e permettono di mangiare meglio. A importare l'apicoltura urbana anche in Italia, a partire da Torino, e' il progetto UrBees che nel capoluogo piemontese ha gia' dato vita a 5 apiari: uno in un orto urbano, uno sul tetto della Casa del Parco sede di una cooperativa, uno nel Pav - il Parco di Arte Vivente, uno di un cittadino privato e uno sul balcone di un appartamento in pieno centro. Al Pav di Torino, il 15 luglio si svolgera' proprio un workshop dedicato dalle ore 15 alle 17, al termine del quale ci sara' l'assaggio del miele prodotto dalle api del Parco. E ai cittadini che temono le punture, l'ideatore del progetto Antonio Barletta, invita alla calma: le api sono innocue. "Le vespe sono carnivore e pungono facilmente, ma le api sono erbivore e interessate solo ai fiori. Pungono solo se attaccate - sottolinea - e anche in questo caso preferiscono la fuga perche' se pungono un mammifero muoiono e quindi ci pensano due volte". Ma non sono solo i timorosi delle punture ad avere qualcosa da dire: al progetto UrBees hanno mosso critiche apicoltori 'bio' e tradizionali. Tra queste, la contaminazione del miele cittadino. (segue)



