Firenze, 10 lug. - (Adnkronos) -"La manovra della Regione Toscana si caratterizza, soprattutto per quello che non fa: ovvero la spending review. Mentre a livello nazionale si prendono provvedimenti che vanno ad incidere nella carne viva della societa', ci si aspettava almeno un tentativo da parte della Giunta Rossi di revisione della spesa storica. Speranza vana". Lo afferma il gruppo Pdl in Consiglio regionale, che per far fronte "a questa incredibile carenza" ha presentato una serie di emendamenti "incisivi", il primo dei quali introduce, in sanita', "una vera e sostanziale spending review". "Di cosa si tratta? Il tema e' questo: si possono salvare i servizi andando a incidere sulla riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture? Noi pensiamo di si'. Chiedere, come ha fatto il Pdl, di introdurre i criteri della spending review in sanita' significa liberarsi di tutte le zavorre che vengono dal pregresso. Ovvero fare una valutazione seria se certe strutture servono oppure no. Certo, ci vuole coraggio. Ma da questa revisione si potrebbero liberare risorse importanti da destinare a maggiori servizi, senza continuare ad arraffare, continuamente, risorse dal bilancio per ripianare i buchi delle Asl. Cosa che accade, puntualmente, anche con questa manovra. Ai 63 milioni di euro gia' previsti in bilancio, la Giunta oggi aggiunge altri 50 milioni di euro per ripianare i conti 2011 ed al momento solo 5 delle 19 Aziende sanitarie (Estav centro, Asl 10, Meyer, Careggi), hanno chiuso i propri bilanci 2011", ha spiegato Stefano Mugnai, vicepresidente della Commissione Sanita'. Numeri che da soli, secondo Mugnai, spiegano "l'urgenza" di introdurre in sanita' (che occupa i tre quarti del bilancio regionale) una spending review periodica sulle strategie perseguite e sugli assetti dati. Il fine? "Tutte le risorse per i servizi e, solo l'indispensabile, per gli apparati". "Da questa manovra - ha concluso Stefania Fuscagni, portavoce dell'opposizione - si vedono chiaramente gli stati confusionali del presidente Rossi. Si rincorrono le politiche ma non si riesce ad entrare nel merito delle questioni strutturali. Sul digital divide, ultimo esempio, Rossi mette un'altra valanga di soldi senza che vi siano dati certi o ricognizioni dell'eseguito. Questa e' la situazione, purtroppo".



